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Materie Prime Critiche e Difesa: il Divario Strutturale tra Cina e NATO

Perché la dipendenza da Pechino per dodici minerali strategici rappresenta una vulnerabilità sistemica per l'industria della difesa occidentale — e perché le risposte europee restano insufficienti di Paolo Cesare Magno  · …
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Perché UNIFIL deve rimanere in Libano meridionale

 In questi giorni della polemica molto aspra riguardo alla effettiva capacità di deterrenza della missione UNIFIL in Libano. Sento parlare molti personaggi assolutamente non qualificati che polemizzano sulla inefficacia della missione…
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Il veicolo come arma. Un pattern europeo che non finisce mai di cominciare

Nel pomeriggio del 16 maggio 2026, in via Emilia a Modena, un'auto lanciata a oltre cento chilometri orari ha falciato una decina di pedoni. L'attentatore, Salim El Koudri, trentuno anni, italiano di seconda generazione di origine marocchina,…
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Dal gigante sovietico all’arsenale del futuro

L'industria della difesa ucraina: radici storiche, trasformazione bellica e proiezione globale Il pilastro dimenticato: l'Ucraina nell'impero industriale sovietico Quando il 25 dicembre 1991 la bandiera rossa ammainata dal Cremlino segnò…
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L’imprevedibile prevedibile — Come Trump usa il caos geopolitico per arricchire sé e la sua famiglia

Dalla guerra in Iran ai dazi, dalle criptovalute ai palazzi nel Golfo: dietro la condotta apparentemente caotica del presidente USA si nasconde un sistema coerente di profitto personale. Ore 9:37 del mattino del 9 aprile 2025. I mercati…
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Italia–Ucraina: armi, affari e modernizzazione

L'Italia ha ceduto all'Ucraina materiale militare in larga parte dismesso, ottenendo in cambio la copertura politica per ammodernare i propri arsenali con sistemi di nuova generazione. Un'analisi dei numeri reali — dalle cessioni gratuite alle vendite commerciali, dai costi del rimpiazzo ai record di Leonardo — in un quadro che include l'ultimo dato di attualità: il deficit al 3,1% che chiude le porte al fondo europeo SAFE.
Rumen Radev parla ai giornalisti dopo la vittoria alle elezioni parlamentari bulgare del 19 aprile 2026
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Bulgaria 2026: la svolta di Radev e il nuovo asse delle capitali critiche nell’Unione Europea

Le elezioni dell'aprile 2026 chiudono un quinquennio di instabilità e aprono una nuova fase geopolitica nel fianco sud-orientale della NATO di Paolo Cesare Magno Il 19 aprile 2026 la Bulgaria ha votato per l'ottava volta in cinque…

La Moldova cambia pelle: identità, strategia e il lento congedo da Mosca

I due atti di aprile 2026 — il recesso dalla CSI e la dichiarazione di persona indesiderata agli ufficiali dell'OGRF — non sono episodi isolati. Sono la fase più avanzata di una strategia coerente con cui Chișinău sta ridisegnando la…
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Il Redentore

Perché i salvatori della politica tendono a diventare il problema che promettevano di risolvere Napoli, 1647: il prototipo Il 7 luglio 1647, a Napoli, un pescivendolo ventisettenne di nome Tommaso Aniello — per tutti Masaniello —…
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Orbán e Magyar: quando la storia si guarda allo specchio

La parabola del premier ungherese come monito per chi oggi festeggia il suo successore Il 12 aprile 2026 si è chiusa, con un verdetto netto e storico, l'era di Viktor Orbán. Con lo scrutinio al 96%, il partito Tisza di Péter Magyar…
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L’Ucraina che non ti aspettavi: da paese assediato ad attore geopolitico globale

Da vittima designata dell'aggressione russa a potenza militare esportatrice, presenza operativa in tre continenti e interlocutore strategico privilegiato delle monarchie del Golfo: come quattro anni di guerra hanno prodotto la trasformazione…